FLORIANA BULBOSE

IL MONDO DELLE GEOFITE

Generalità, coltivazione e consigli.

 

FLORIANA Vi porta nell’immenso mondo delle geofite. Sempre più sono gli appassionati di queste  piante ed il motivo è semplice: la vastità smisurata di generi, la frequente facilità di coltura, la riproduzione senza difficoltà,  cicli vegetativi diversi nei  vari periodi dell’anno.

Sono moltissime le geofite ornamentali che trovano nel nostro clima le condizioni adatte alle loro caratteristiche nonostante provengano da paesi anche lontanissimi. La grande maggioranza delle bulbose trattate da FLORIANA sono appunto coltivabili puramente all’esterno.                        vedi

Spesso ci siamo trovati a dover rispondere alle domande:

"Posso tenerla in casa?" - "E' possibile coltivarla in idrocultura?" - "Come faccio a farla fiorire prima?" ....

Il primo punto da affrontare trattando le geofite è appunto quello di collocarle nel loro mondo e vedrete che le soddisfazioni che Vi porteranno sono moltissime. Come avrete capito, FLORIANA è contraria ad ogni forzatura nei riguardi di queste piante. Infatti le condizioni microclimatiche di un appartamento sono distanti da quelle esterne, dove il susseguirsi delle stagioni (con conseguente cambio di temperature, esposizione alla luce, umidità, ecc.) condiziona nelle geofite il ciclo vegetativo di cui hanno bisogno in maniera essenziale. L’idrocoltura è una condizione inaccettabile per la coltivazione di bulbose in quanto, oltre ad essere applicata su piante da esterno tenute all’interno allo scopo di farle fiorire prematuramente, non permette la rigenerazione del bulbo per il ciclo vegetativo seguente. Il bulbo si esaurisce e viene inevitabilmente cestinato. Spesso alcune persone, dotate di un minimo di pietà, trapiantano il bulbo in terra dopo la fioritura dando la possibilità alla pianta di salvarsi in extremis arrecandole comunque uno stress non indifferente.

Così i DIRITTI DELLE PIANTE non vengono affatto rispettati! 

La particolarità delle geofite ornamentali è quello di possedere degli organi sotterranei perennanti che garantiscono la loro sopravvivenza in periodi di siccità o in altri momenti avversi. In grandi linee si tratta di bulbi (es. Narcissus), cormi (es. Gladiolus), tuberi (es. Dahlia) e rizomi (es. Zantedeschia). Essi contengono particolari sostanze di riserva che permettono di superare lunghi periodi di dormienza e di alimentare lo sviluppo all’inizio del loro ciclo vegetativo. Questa particolarità delle geofite viene spesso sfruttata, in maniera errata, per lasciarle crescere su materiali inerti. Esse infatti hanno sempre la necessità di sviluppare adeguatamente ed abbondantemente l’apparato radicale per alimentare correttamente le gemme che produrranno foglie e fiori.

 In generale la coltivazione delle bulbose non presenta particolari difficoltà. Nei nostri CATALOGHI sono segnalate esigenze particolari. Comunque si raccomanda di approfondire le informazioni sulle specie o varietà poco note consultando dei testi di giardinaggio e di botanica.  (p.es. vedi)

Per narcisi e tulipani vengono riportate in seguito alcune informazioni generali.

                                                   

 

Tutti i  NARCISI  fanno parte del genere Narcissus della famiglia delle Amaryllidaceae. Volgarmente vengono anche usati nomi come “tromboni” o “giunchiglie”, ma vedremo che tali denominazioni possono essere correttamente usate solo per alcuni tipi di questi fiori.

  (vedi nozioni di base sull'ovaio infero dei fiori delle Amaryllidaceae)        

 I narcisi sono originari dell’area mediterranea, ma le varie specie e forme si sono diffuse progressivamente fino in Francia settentrionale ed in Gran Bretagna, nelle Prealpi, nei Balcani e fino in Medio Oriente. Esiste anche una specie cinese, ma si ritiene che deriva da narcisi che sono stati portati nell'Estremo Oriente dai Portoghesi molti secoli fa. Esistono più di 60 tra specie, sottospecie e forme spontanee, nonché un centinaio di varietà e ibridi naturali  di narcisi, ma è soprattutto il numero di ibridi orticoli a sorprendere: sono stati registrati oltre 35000!

Per permettere una classificazione del grande numero di ibridi, di cui qualche migliaio è in coltivazione nel Mondo, la Royal Horticultural Society di Londra ha riunito in 12 divisioni i narcisi, frutto di incroci praticati dall’uomo, secondo la forma del fiore. La tredicesima divisione è tutta dedicata alle specie naturali. 

Divisione  1:  Fiori macrocoronati solitari con la corona a tromba od imbutiforme, lunga almeno quanto i tepali se non di più  (tromboni).

Divisione  2: Fiori mediocoronati solitari con la corona lunga più di un terzo dei tepali, ma più corta dei tepali interi.

Divisione  3: Fiori parvocoronati solitari con la corona lunga non più di un terzo dei tepali. 

 

 Divisione  4: Fiori pieni (doppi), con corona talvolta mancante, talvolta quasi completamente nascosta tra i lobi moltiplicati in numero.                       

Divisione  5: Fiori simili al N. triandrus, per lo più con più fiori penduli per scapo e frequentemente con tepali retroflessi.   

 

Divisione  6: Fiori simili al N. cyclamineus, frequentemente con fiori solitari penduli e con corone lunghe ed imbutiformi, ma anche soloa scodella,tepali retroflessi e frequentemente ricurvi.

   

 Divisione  7: Fiori con caratteristiche che richiamano N. joquilla, con uno o più fiori per scapo, generalmente profumati (giunchiglie).                       .

  

 Divisione  8: Fiori con caratteristiche che richiamano N. tazetta, con più fiori  per scapo, la corona a forma di scodella o tazza, frequentemente fortemente profumati. La divisione comprende due gruppi (tazzette): le vere tazzette a fioritura precoce ed i narcisi “poetaz”, frutto di incroci tra tazzete e poeti, a fioritura tardiva.                 

 

Divisione  9: Fiori con le caratteristiche del così detto vero narciso, N. poeticus.Normalmente un fiore per scapo, piccola corona a disco con frequente colorazione verde dell’”occhio”.                    

Divisone 10:  Fiori simili al N. bulbocodium, caratterizzato da tepali atrofizzati ed un corona prominente a largo imbuto.

Divisione 11: Fiori con la corona divisa almeno per un terzo in lobi generalmente adagiati sui tepali. La divisione comprende due sottodivision:

            a)   semplici “split-corone”  e   b)    “spit-corone papillon” con la corona sfrangiata.

  Divisione 12: Tutti gli ibridi orticoli di narcisi non classificabili secondo i criteri di assegnazione alle divisioni  precedenti.

 

  Divisione 13: Tutte le specie, sottospecie, varietà e forme naturali dei narcisi, a cui è stato attribuito esclusivamente un  nome scientifico.

  

Nei cataloghi e nei trattati di giardinaggio ogni narciso viene descritto con un codice dopo il nome (scientifico oppure di fantasia). Il codice è costituito dal numero della divisione e da lettere maiuscole per indicare i colori dei tepali del perigonio e, dopo il trattino, della corona ( per esempio  N. jonquilla jonquilla  13 Y-Y  oppure N. ACCENT  2 W-P ). Le lettere maiuscole sono abbreviazioni dei colori in lingua inglese: W=bianco, Y=giallo, O=arancione, R=rosso, P=rosa. Frequentemente nei testi viene omessa l’abbreviazione N. (di Narcissus) prima del nome di fantasia. Il codice è usato anche nel nostro catalogo dei narcisi (CAT-II).

La coltivazione degli  ibridi orticoli di narcisi è generalmente molto semplice, perché gli stessi ibridatori sottopongono le nuove varietà a lunghe prove e vengono dunque registrate solo varietà con caratteristiche desiderabili. Eccezioni possono essere costituite da varietà nuove di particolarissime forme o colorazioni, che sono destinate esclusivamente ai concorsi durante le esposizioni specializzate che si tengono soprattutto nei Paesi anglosassoni. Tali varietà risultano anche molto care, perché ne esistono solo piccole quantità e la loro riproduzione e coltivazione è difficile. Nuove varietà di particolare bellezza, ma dotate anche di buone caratteristiche di prolificità e robustezza sono anch’esse inizialmente molto care (oltre € 250 per bulbo), ma col tempo i prezzi diventano abbordabili, perché in produzione vengono raggiunte grandi quantità.

Per conservare tutte le caratteristiche degli ibridi orticoli invariati durante la loro propagazione, è necessario riprodurli esclusivamente in maniera agamica: con la divisione dei bulbi. Sono stati studiati metodi per accelerare la moltiplicazione, ma queste tecniche (riproduzione da scaglie o con micropropagazione in vitro) non vengono usate su larga scala. Pertanto da un bulbo adulto vengono ottenuti mediamente due nuovi bulbi solo in tre anni. Trattandosi di una  moltiplicazione secondo una linea geometrica, sono necessari molti anni prima che dai pochissimi bulbi di una varietà appena registrata possano essere accumulate tonnellate adatte alla commercializzazione su larga scala.

La coltivazione degli ibridi orticoli può essere effettuata in un qualsiasi terreno da giardino, evitando solo quelli ad alto contenuto di carbonio, dunque quelli torbosi. La concimazione con fertilizzanti poveri in azoto, ma ricchi in fosforo e potassio, deve essere effettuata nel periodo di fioritura e nel periodo immediatamente successivo. Fino alla completa senescenza del fogliame alle piante non deve neppure mancare l’acqua. Infatti, mentre non è generalmente necessario annaffiare le piante in giardino durante l’autunno e l’inverno, in casi di prolungata siccità durante la primavera e prima dell’ingiallimento delle foglie, il terreno dovrà essere bagnato frequentemente. Piante allevate in vaso necessitano di un maggiore apporto di acqua.

I bulbi di narcisi vanno messi a dimora nei mesi autunnali e, se conservati bene in luogo asciutto e al buio, anche fino alla metà di Gennaio, alla profondità uguale al doppio o  triplo dell’altezza dei bulbi. In terreni particolarmente pesanti e in vasi la profondità potrà essere pari a solo due volte l’altezza dei bulbi. In terreni molto leggeri o sabbiosi conviene aumentare la profondità dell’impianto. La distanza tra i bulbi deriva dalle necessità specifiche. Nel caso si desideri avere un pronto effetto di una fioritura densa, è possibile piantare i bulbi in maniera molto fitta, senza che si tocchino a vicenda. I bulbi in tali impianti in vasi o anche in piena terra necessitano di essere dissotterrati al massimo dopo due anni di coltivazione. Un impianto più rado permette di lasciare i bulbi nello stesso posto anche per 4 o 5 anni prima di doverli separare perché i ciuffi saranno diventati troppo densi e le piante non fioriranno più bene.

Per assicurare lo sviluppo equilibrato delle piante di narcisi, sono necessarie almeno alcune ore di sole diretto. Anche sotto alberi o arbusti decidui ben esposti, tale esigenza viene soddisfatta, perché il ciclo del narciso riesce a completarsi prima che le nuove foglie facciano eccessiva ombra. In totale ombra il narciso fiorisce poco e gli steli e le foglie risultano deboli e molto allungati.

Numerose varietà di narcisi possono essere piantate in prati, ma deve essere sempre rispettata l’esigenza fondamentale di tutte le bulbose: il loro ciclo di accrescimento deve completarsi naturalmente, cioè le foglie devono seccare progressivamente per permettere alle piante di accumulare tutte le sostanze di riserva e di trasportarle nell’organo ipogeo. Nel bulbo del narciso si formano le foglie e le gemme floreali della successiva stagione già al momento della maturazione del bulbo stesso. Accorciare il ciclo vegetativo significa privarsi del tutto o parzialmente della fioritura nell’anno successivo ed arrecare comunque un danno alla pianta.

I bulbi destinati alla conservazione o ad un trapianto immediato dovrebbero essere dissotterrati quando, completato il ciclo vegetativo a Giugno o Luglio, il terreno si presenta asciutto. In questo momento è possibile pulirli facilmente da residui di suolo ed eventualmente trattarli con un breve bagno in acqua tiepida con una aggiunta di fungicida. L'essiccamento deve essere effettuato all'ombra ed in un ambiente ben aerato. Dopo alcuni giorni si può procedere alla separazione dei bulbilli dai bulbi grandi. Tale separazione deve essere eseguita in questo periodo e mai in autunno prima dell'impianto. Infatti, la ferita causata dal distacco cicatrizza facilmente in condizioni di bassa umidità, mentre nel terreno costituisce il punto preferito per l'entrata di germi patogeni.

I bulbi sani possono essere reimpiantati subito oppure dopo l'opportuna conservazione nei mesi autunnali. Durante il periodo di riposo estivo i bulbi in terra non devono in nessun caso trovarsi in un posto dove può ristagnare l'acqua. In un terreno ben drenato ed anche in vasi dai quali l'acqua di irrigazione può defluire rapidamente i bulbi possono rimanere sotto altra vegetazione senza subire danni. Se, invece, le condizioni del suolo sono tali da favorire lo sviluppo di muffe, soprattutto di Fusarium, i bulbi subiscono gravi danni e, anche se sopravvivono, generalmente non riescono a produrre fiori nell'anno successivo.  

Le specie di narcisi (Divisione 13) sono frequentemente più difficili da coltivare rispetto agli ibridi orticoli.. Esigono condizioni simili a quelle che trovano nei loro habitat naturali. Generalmente conviene allevare tali narcisi in contenitori. L’eccezione è costituita da sottospecie e forme di N. pseudonarcissus e, nelle condizioni dell’Italia Centro-Meridionale, di N. tazetta e le sue forme.

Curiosità: Narcissus pseudonarcissus nell'UV

 

                                        

  

Tutti i TULIPANI fanno parte del genere Tulipa della famiglia delle Liliaceae. Si tratta di bulbose originarie prevalentemente dalla Turchia e dall'Asia Minore,  ma anche dall'Estremo Oriente e parzialmente dall'aree mediterranea. Si conoscono oltre 100 specie e numerosissime varietà e ibridi naturali. Grandissimo è il numero di cultivar orticole. Come noto, già nel XVI e XVII secolo, poco dopo che i primi tulipani fossero introdotti in Europa dalla Turchia, si è verificata una incontrollabile speculazione con gli ibridi, spesso virusati, e da allora non si è mai interrotta la creazione e la diffusione di nuove varietà.

(vedi nozioni di base sull'ovaio supero dei fiori delle Liliaceae)       

L'attuale classificazione dei tulipani si basa non soltanto sul tipo e la forma del fiore, ma anche sulla sua dimensione e sul periodo di fioritura. Vengono distinti quindici gruppi, dei quali gli ultimi quattro sono spesso denominati tulipani botanici.

Gruppo  1: Ibridi a fioritura precoce con fiori semplici, di dimensioni medio-piccole e generalmente di un singolo colore. Una varietà tipica del Gruppo è APRICOT BEAUTY.

Gruppo  2: Ibridi a fioritura precoce con fiori doppi, generalmente di statura medio-bassa e colori vivaci anche in combinazione. Una varietà tipica del Gruppo è PEACH BLOSSOM.

Gruppo  3: Ibridi trionfo (Triumph) a fioritura nel periodo intermedio. Si tratta di un gruppo molto numeroso, composto soprattutto da ibridi ottenuti dall'incrocio    tra tulipani a fiore semplice precoci e tardivi. Sono alti 40 cm e oltre. La gamma di colori è molto larga.Una varietà tipica del Gruppo è DON QUICHOTTE.

Gruppo  4: Ibridi Darwin a fioritura nel periodo intermedio-tardivo, con corolle più grandi dei tulipani degli altri Gruppi, spesso con una macchia scura alla base dell'interno dei fiori, portati su steli lunghi. Si tratta di risultati degli incroci tra Tulipa fosteriana e tulipani del Gruppo 5. Una varietà tipica del Gruppo è APELDOORN ELITE.

Gruppo  5: Ibridi a fioritura tardiva con fiori semplici, a forma di coppa socchiusa, con colorazioni intense. I fiori sono resistenti alle intemperie e portati su steli lunghi. Una varietà tipica del Gruppo è QUEEN OF NIGHT.

Gruppo  6: Ibridi a fiore di giglio con fioritura intermedia-tardiva, con fiori slanciati e tepali appuntiti, generalmente su steli alti. Sono il risultato di incroci con Tulipa retroflexa. Spesso hanno una fioritura più lunga di altri tipi di tulipani. Una varietà tipica del Gruppo è MARILYN.

Gruppo  7: Ibridi con fiori sfrangiati, chiamati anche "di tipo orchidea", a fioritura intermedia e tardiva. Il margine dei tepali è dentellato. Una varietà tipica del Gruppo è FANCY FRILLS.

Gruppo  8: Ibridi viridiflora, a fioritura intermedia-tardiva, con fiori di varie forme che presentano pennellate verdi nell'asse dei tepali. Una varietà tipica del Gruppo è SPRING GREEN.

Gruppo  9: Ibridi Rembrandt, con fiori simili a quelli del Gruppo 4, con caratteristiche fiammate (piumette) di colore rosso, marrone, rosa scuro, porpora su sfondo più chiaro. Sono mutanti dei tulipani Darwin infettati da virus benigni. Una varietà tipica del Gruppo è SORBET.

Gruppo 10: Ibridi pappagallo, con fiori con tepali frastagliati o increspati, con fioritura precoce, intermedia o tardiva. Si tratta di mutanti di tulipani precoci, trionfo o Darwin, con una vasta gamma di colori e forme, spesso contorte. Una varietà tipica del Gruppo è BLACK PARROT.

Gruppo 11: Ibridi a fioritura tardiva con fiori doppi. Le corolle assomigliano ai fiori delle peonie, essendo esse formate da numerosi tepali e sono pertanto pesanti. Una varietà tipica del Gruppo è CARNAVAL DE NICE.

Gruppo 12: Ibridi derivati da Tulipa kaufmanniana, con tepali lunghi e appuntiti, a fioritura precoce. I fiori, portati su steli corti, si aprono a stella durante le ore di sole. Una varietà tipica del Gruppo è ANCILLA.

Gruppo 13: Ibridi derivati da Tulipa fosteriana, con fiori semplici a coppa, a fioritura intermedia, con steli corti, foglie frequentemente con macchie di colore porpora o marrone. Una varietà tipica del Gruppo è JUAN.

Gruppo 14: Ibridi derivati da Tulipa greigii, con fiori semplici a coppa larga, generalmente di colore giallo o rosso, talvolta polianti, a fioritura precoce o tardiva, con steli corti, foglie frequentemente striate blu violetto. Una varietà tipica del Gruppo è PLAISIR.

Gruppo 15: Specie di tulipani, loro varietà, ibridi e selezioni. Si tratta di un Gruppo molto eterogeneo con tulipani alti pochi centimetri fino a quasi un metro. Nel catalogo di FLORIANA (CAT-III) il nome dei tulipani appartenenti a questo Gruppo è sempre preceduto dalla parola Tulipa.

 

La coltivazione degli ibridi di tulipani compresi nei primi undici Gruppi è molto facile in piena terra ed in grandi vasi, essendo i bulbi in commercio dotati di notevoli quantità di riserve, sufficienti per una ottima riuscita nel primo anno. I bulbi delle varietà alte hanno bisogno di una ricca fertilizzazione durante e subito dopo la fioritura e risulta conveniente dissotterrare i bulbi a ciclo vegetativo completato, perché frequentemente avviene la formazione di bulbilli laterali senza che il bulbo centrale raggiunga dimensioni sufficienti per una buona fioritura nell'anno successivo. Separando i bulbi è possibile reimpiantarli in posizioni in cui in due o tre anni raggiungeranno dimensioni sufficienti.

I tulipani dei Gruppi 12, 13 e 14 possono essere coltivati con ottimi successi sia in piena terra, in particolare in aiuole dedicate e nei giardini rocciosi, che in vasi e ciotole. La loro dimensione contenuta assicura soddisfacenti risultati anche negli anni successivi al primo impianto, se opportunamente fertilizzati durante e subito dopo la fioritura. Dopo tre o quattro anni dall'impianto originale si saranno probabilmente formati gruppi troppo folti ed è necessario procedere alla divisione per evitare che i singoli bulbi diventino troppo piccoli ed in conseguenza la debole fioritura avvenga su steli sempre più corti.

La coltivazione dei tulipani del Gruppo 15, pur non essendo difficile, richiede accorgimenti più precisi rispetto a quelli necessari per gli ibridi orticoli. Specie a grande sviluppo vengono coltivate molto raramente nei giardini. Le specie piccole danno invece ottimi risultati se coltivati in zone prive di altre piante che potrebbero costituire una eccessiva concorrenza per i nutrienti nel suolo e per la luce del sole. Tali specie sono in particolare indicate per folti gruppi nei giardini rocciosi e per la coltivazione in vasi e ciotole. Non necessitano di essere dissotterrati per alcuni anni e la concimazione durante e subito dopo la fioritura può essere relativamente povera.

I tulipani prediligono terreni leggermente basici, ma gli ibridi orticoli riescono bene anche in suoli a reazione neutra o un poco acida. Conviene evitare di piantare tulipani in suoli eccessivamente torbosi. Importante è la buona permeabilità del substrato ed in vasi un ottimo drenaggio. I bulbi vanno piantati da Ottobre alla fine di Novembre alla profondità due o tre volte quella del bulbo stesso. Si consiglia di creare gruppi della stessa varietà anziché mescolare diversi colori e grandezze. I tulipani, soprattutto gli ibridi così detti botanici dei Gruppi 12, 13 e 14 e le specie, necessitano della luce solare diretta per alcune ore al giorno. Ibridi alti con fiori di colore chiaro danno anche buoni risultati in semiombra.

I bulbi di tulipani sono molto graditi ai roditori. Piantandoli in gruppi circondati da folte strisce o gruppi di narcisi, velenosissimi per i roditori, generalmente si riesce creare una barriera ben funzionante.

I bulbi degli ibridi lasciati in terra durante i mesi estivi preferiscono posizioni molto asciutte e calde, mentre quelli dissotterrati alla fine del ciclo vegetativo, quando le foglie sono completamente secche e si staccano facilmente dal bulbo, devono essere essiccati in zone ombreggiate e ben aerate e conservati in locali con un sufficiente riciclo dell'aria.

Il suolo per le specie di piccola statura deve essere particolarmente permeabile, generalmente leggermente basico o neutro e durante i mesi estivi completamente secco. In caso non si possano assicurare tali condizioni, è meglio dissotterrare i bulbetti e conservarli in condizioni adeguate fino all'impianto autunnale .

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Dal CONTENUTO del sito www.amo-bulbi.it si accede a schede tecniche utili alla scelta delle bulbose e alla progettazione della messa a dimora. 

Dal CONTENUTO del sito www.bulbi.net si accede a immagini di esempi dell'uso di bulbose in giardini, su terrazzi e altrove.